The Invitation (2015) [BluRay.576p.x264.ITA.ENG.AC3.Sub.ITA.ENG.Forced.ITA] iNTERNAL


Titolo originale: The Invitation
Paese di produzione: USA
Anno: 2015
Durata: 99' min.
Genere: Thriller
Regia: Karyn Kusama
Sceneggiatura: Phil Hay, Matt Manfredi
Produttore: Phil Hay, Matt Manfredi, Martha Griffin, Nick Spicer
Casa di produzione: Gamechanger Films, Lege Artis, XYZ Films
Fotografia: Bobby Shore
Montaggio: Plummy Tucker
Musiche: Theodore Shapiro
Scenografia: Tom Obed
Costumi: Alysia Raycraft



Logan Marshall-Green: Will
Tammy Blanchard: Eden
Michiel Huisman: David
Emayatzy Corinealdi: Kira
Lindsay Burdge: Sadie
Mike Doyle: Tommy
Jay Larson: Ben
John Carroll Lynch: Pruitt
Michelle Krusiec: Gina
Jordi Vilasuso: Miguel
Marieh Delfino: Claire

Will torna nella casa, sulle colline di Los Angeles, che ora è della ex moglie Eden e del suo nuovo marito David. Fino ad un paio di anni prima vi abitava con la moglie e il figlio. Alla tragica morte improvvisa di quest'ultimo Will e Eden si sono separati, incapaci di condividere insieme un dolore così grande. Eden e David hanno invitato non solo Will e la sua nuova ragazza Kira ma tutta la loro cerchia di amici di un tempo per quella che si prospetta come una simpatica riunione tra vecchi amici. Will è inevitabilmente turbato dal ritrovarsi con la sua ex moglie nei luoghi che risvegliano la memoria del figlio e dunque il dolore ancora vivissimo per la sua perdita. Ma al di là di questo, il comportamento di Eden, serena e sicura di sé, ed ancor più quello del suo nuovo marito David non lo convincono. I due hanno aderito ad una non meglio precisata setta con base in Messico ed è per questo motivo che ospitano in casa la spigliata Sadie e in seguito saranno raggiunti anche dall'oscuro Pruitt. La presenza di questi estranei non muta il clima gioviale ma fa interrogare un po' tutti sulla natura di questa setta. Così David rompe gli indugi e mostra un filmato nel quale si può ascoltare il capo carismatico Joseph disquisire sul dolore e assistere una donna nella sua agonia. La cosa non è molto gradita dal gruppo né le cose migliorano quando al gioco dell'"io voglio" Eden bacia l'amico Ben con sfrontatezza e Pruitt confessa di essere un omicida che ha scontato la sua pena. Claire, a disagio, lascia la compagnia e Will accresce i suoi sospetti osservando strani comportamenti di David e Pruitt che sembrano mostrare l'intenzione di tenere il gruppo come prigioniero. I dubbi non sono confermati e anzi quando per via di un messaggio telefonico Will esplicita a tutti i sospetti sulla sorte di Choi, che è ancora assente pur dovendo essere lì prima di tutti, il suo "castello" cade immediatamente con l'arrivo dell'amico ritardatario che dà una ragione valida e banale del malinteso. Will si sente isolato e nel farsi da parte finisce per sbirciare sul computer di David un messaggio del capo della setta nel quale si allude ad un'azione comune da mettere in atto. Così quando con grande solennità David invita tutti ad un brindisi con un liquore servito con molta attenzione a tutti, Will improvvisamente realizza e ferma brutalmente il brindisi riuscendo ad impedire che tutti bevano, ad eccezione di Gina. Questa cade immediatamente con segni di avvelenamento confermando i sospetti, fino a quel punto folli, di Will. Sadie si scaglia allora contro di lui ma finisce per avere la peggio e così David, Pruitt ed Eden smettono la maschera e si scagliano contro gli ospiti con il chiaro intento di sterminarli. Miguel, Choi e Ben restano uccisi mentre Will, Kira e Tommy riescono a nascondersi. Eden appare smarrita ma David la convince che stanno facendo la cosa giusta per sconfiggere il dolore sulla terra. Pruitt aggredisce Will e Kira ma finisce ucciso per mano di quest'ultima mentre Sadie cade morta forse per avvelenamento e David viene ucciso da Tommy. Eden ferisce Will e poi si spara alla pancia. Agonizzante, chiede all'ex marito di portarla in giardino. Lui esaudisce l'ultimo desiderio di lei e fuori ha una sorpresa ancora più grande. Prima nota l'esposizione di una lanterna rossa e poi scorge centinaia di puntini luminosi rossi sulle colline circostanti. Il crescendo di sirene, mezzi di emergenza ed elicotteri in volo induce a pensare che la setta abbia agito su larga scala.

Va subito chiarita una cosa: The Invitation è uno di quei thriller/horror in cui la gente parla per un’ora e passa finché non si arriva all’esplosione finale. Pensate alla carriera di Ti West, ad oggi unico maestro del cinema di genere in cui non succede niente, ma succede benissimo. Se non vi piace questo tipo di film allora non vi piace manco questo, tanto più se questo, a differenza degli altri, è semplicemente una serata tra amici lunga 100 minuti. Una casa, una stanza, una decina di persone e una paranoia che parte piano e si inserisce man mano, ad ogni movimento, fino a scoppiare, un po’ come succedeva nel Polanski di Rosemary’s Baby o Repulsion. Vi è mai capitato di essere invitati a cena a casa di amici per poi scoprire di essere finiti in un’imboscata e che i vostri “amici” hanno scoperto la meditazione e che quella “cena” è in realtà un incontro con un santone puzzolente che vuole convincervi che gli alberi sono vivi? A me non è mai capitato, ma a una coppia di amici sì, e The Invitation porta con sé questo esatto sentimento. Ci sono degli amici che si comportano in modo strano, degli estranei la cui posizione nel gruppo non è del tutto chiara e tu, che sei sveglio, senti puzza di inculata. Non voglio dire nulla di più riguardo alla storia, è importante vederla evolvere e seguire il suo ritmo ponderato per poterne godere al meglio. Ci vuole un po’ di pazienza, questo è certo, ma solo se non si vede l’ora di vedere come si risolverà la cosa, perché altrimenti ci si può godere una sanissima catena di dialoghi e sguardi interrogativi che svelano qualcosa di più ogni minuto senza dover per forza sbattere i piedi per terra. Karyn Kusama ci mette del suo in un equilibrio che non va mai oltre quello che la storia sta raccontando, seguendo una sceneggiatura questa volta a misura d’ambizione. Non spinge mai la mano sugli elementi che potrebbero accelerare le cose e utilizza lo spazio ristretto per creare delle dinamiche claustrofobiche che, inevitabilmente, portano la paranoia su dei limiti pericolosi (la sequenza iniziale in macchina mi ha ricordato la scena migliore del von Trier recente: la limousine che non riesce a fare la curva in Melancholia). Si concentra sui volti, sulle espressioni, e utilizza le distorsioni degli obbiettivi per creare primi piani che descrivano il cambiamento che queste persone stanno subendo nel corso della serata. The Invitation poi è un film che parla di molto altro, è un dramma sul lutto e una visione sociale abbastanza apocalittica, ma mai retorica; non utilizza quello che ha da dire per convincerci di qualcosa, ma con l’esagerazione della soluzione finale ci pone davanti a un quadro (e un’inquadratura) che, per quanto assurdo, sembra verosimile. Può sembrare un film noioso, ma non lo è. Il disagio e l’angoscia sono talmente subdoli che uscirne irrequieti è facile, e la tanto agognata soluzione finale vale tutte le parole spese prima. Non è nemmeno un discorso di rivelazione sorprendente o twist tutto matto ma, più che altro, quella sensazione di immobilità di fronte a un problema presente ma inaffrontabile finché non è scoperto. Non si vuole per forza raccontare qualcosa di nuovo e originale (sulla carta – anzi – è il contrario), ma si vuole fare del cinema solido e sorprendente che disturbi anche un po’, lì nel profondo di tutti i giorni. L’unica cosa che rema contro i suoi intenti è la collocazione sociale dei personaggi: medio borghesi con le case in collina. Se lo siete, buon per voi. O forse peggio, bisogna vedere. Ci sono voluti 16 anni ma, forse, per Karyn Kusama è finalmente giunta l’ora di avere la carriera che si è sempre meritata.

Formato video: 1.024x430
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Sottotitoli: iTALiAN + eNGLiSH + Forzati iTALiAN

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