La ciociara (1960) [BluRay.576p.x264.ITA.AC3.Sub.ITA.ENG] iNTERNAL


Titolo originale: La ciociara
Paese di produzione: Italia; Francia
Anno: 1960
Durata: 110' min.
Colore: B/N
Genere: Drammatico; Guerra
Regia: Vittorio De Sica
Soggetto: Alberto Moravia (omonimo romanzo)
Sceneggiatura: Cesare Zavattini
Produttore: Carlo Ponti
Casa di produzione: Compagnia Cinematografica Champion, Les Films Marceau, Cocinor, Société Générale de Cinématographie
Distribuzione (Italia): Titanus
Fotografia: Gábor Pogány
Montaggio: Adriana Novelli
Effetti speciali: Serse Urbisaglia
Musiche: Armando Trovajoli
Scenografia: Gastone Medin
Trucco: Giuseppe Annunziata



Sophia Loren: Cesira
Jean-Paul Belmondo: Michele
Eleonora Brown: Rosetta
Carlo Ninchi: Filippo, il padre di Michele
Raf Vallone: Giovanni
Emma Baron: Maria
Andrea Checchi: il federale
Pupella Maggio: una contadina
Bruna Cealti: una sfollata
Antonella Della Porta: la madre impazzita
Franco Balducci: il tedesco nel pagliaio
Luciano Pigozzi: scimmione
Vincenzo Musolino: il piccolo Alessandro
Ettore Mattia: il passeggero sul treno
Renato Salvatori: Florindo il camionista
Curt Lowens: ufficiale tedesco batteria contraerea
Andrea Checchi: il federale in fuga

Nell'estate del 1943 Cesira è una giovane vedova forte e risoluta, che vive a Roma insieme alla devota figlia dodicenne Rosetta durante la seconda guerra mondiale. Per sfuggire ai bombardamenti e alle mille insidie di una città allo sbando, affida il proprio negozio a Giovanni, un vecchio amico del marito con cui ha una fuggevole relazione, e intraprende un viaggio non semplice verso Fondi per rifugiarsi insieme alla figlia a Sant'Eufemia di fronte la valle di Fondi, suo paese d'origine. Arrivate non senza difficoltà a destinazione, Cesira fa subito la conoscenza di Michele, un giovane intellettuale comunista che ha trovato rifugio anche lui in quei posti. Il giovane, puro e idealista, si innamora di lei, riconoscendone la forza e la dignità e Cesira dopo alcuni attriti iniziali lo ricambia; anche Rosetta gli si affeziona profondamente, vedendolo così simpatico e amichevole verso la madre, e immaginandolo ingenuamente accanto a sé. Michele, però, viene preso da cinque soldati tedeschi, che necessitano di una guida per attraversare il territorio montano a loro sconosciuto, pochi giorni prima della liberazione e si incammina con loro sui monti senza lasciare più sue tracce. Quando il peggio sembra passato Cesira decide di far ritorno a Roma, ma proprio questo viaggio verso la serenità risulta fatale. Sulla via verso la città le due, fermatesi in una chiesa diroccata per riposarsi, vengono assalite da un gruppo di Goumier, soldati marocchini dell'esercito francese, che le violentano. Rosetta ne esce profondamente traumatizzata, si chiude in un freddo silenzio e in una strana apatia, che la madre tenta disperatamente di scuotere. Le due sfortunate vengono raccolte dal gretto camionista Florindo, che seduce la sconvolta Rosetta in cambio di calze di nylon. Al giovane la ragazza si offre in maniera indifferente, risentendo probabilmente di una falsa aura di protezione che egli emana. Cesira è colpita da un dolore profondo, turbata più per la figlia che per sé, non sa come poterla aiutare a sciogliere l'orrore, il disorientamento, lo smarrimento di sé e dei valori e un rancore, persino verso la madre, che sembra dominarla e prevalere su tutto. Alla notizia della tragica morte di Michele, fucilato in montagna dai tedeschi come si sospettava, le due si riavvicinano abbandonandosi, insieme, a versare lacrime cariche di dolore, di disperazione, in un pianto più che mai liberatorio: una madre e sua figlia nonostante tutto e inevitabilmente attaccate l'una all'altra.

Tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia il film ebbe iniziali vicissitudini produttive che De Sica riassume così: "Ponti e Girosi in un primo momento pensavano di affidare il personaggio della madre ad Anna Magnani e quello della figlia a Sophia Loren. Ma non poterono concludere questo accordo per gli impegni assunti dalla Magnani. Fui io a prospettare a Ponti la possibilità di affidare la parte della madre a Sophia Loren e di ricorrere a una bambina di dodici anni per quello della figlia. In Ciociaria le ragazze si sviluppano in fretta e si sposano a quindici anni; bastava 'appioppare' due anni in più a Sophia e il conto sarebbe tornato." Una versione più 'maligna' vuole che la Magnani avesse rifiutato la Loren come figlia anche per problemi di reciproche altezze. Sta di fatto che questo elemento contingente (quale che ne fosse la causa) costituisce la forza del film. Perché, come ricorda Enrico Lucherini, "Tra De Sica e la Loren c'era una lunghezza d'onda comune, c'era una identica capacità di calore, di entusiasmo e di immediatezza". Tutto ciò emerge con forza in un film che valse all'attrice un meritato Oscar perché il suo essere popolare e di origini popolane viene qui a misurarsi con un personaggio complesso, capace di grandi slanci, dotato di una irrefrenabile vitalità ma anche portatore di una rabbia interiore nei confronti di una situazione bellica che la turba più di quanto non accada ad altri con cui deve condividere la situazione di sfollata. Per questo si avvicina, lei incolta ma resa consapevole dalla vita, al giovane Michele, idealista incapace di compromessi. È un film intenso che sa arrivare al grande pubblico La ciociara ricordandogli un passato che si vorrebbe forse gettare alle spalle e questo senza fare sconti ai fascisti ma neppure idolatrando i liberatori. L'unica nota stonata è fornita da Rosetta, interpretata da Eleonora Brown. De Sica, che così bene aveva saputo dare vita a personaggi di bambini (da Sciuscià a Ladri di biciclette) in questa occasione ci presenta per tre quarti del film una specie di santa in formato mignon (si inginocchia ispirata per pregare quando gli aerei lanciano i proiettili che illuminano la notte) per poi trasformarla bruscamente in una specie di piccola prostituta pronta a tutto per un paio di calze di nylon. Equilibrio e verosimiglianza per una volta lasciano un po' a desiderare.

Formato video: 1.024x554
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Sottotitoli: iTALiAN + eNGLiSH

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Generale
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